Le intolleranze ti perseguitano? Ecco alcune possibili cause e soluzioni

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Spesso, tra le persone che frequento o nei gruppi che seguo su Facebook, sento parlare di intolleranze di vario tipo. Purtroppo anch’io appartengo a questa categoria. Da svariati anni il mio fisico non tollera diverse sostanze. Reagisce ai prodotti chimici (farmaci, trucchi, profumi…) e a certi alimenti nei modi più disparati: cefalee, tosse, muco retronasale, cistiti, dolori articolari, rigidità o debolezza muscolare, tachicardia, pruriti, gonfiori, acne, eczemi, emorroidi, ragadi…
Se stai leggendo questo articolo è perché molto probabilmente accade anche a te, quindi se, come me, gli esami non rilevano alcuna allergia specifica, a cosa sono dovute queste reazioni?

Non c’è molta chiarezza sull’argomento. I medici poi utilizzano il termine intolleranza solo per il lattosio e il glutine. Tutto il resto non lo prendono neanche in considerazione… o almeno questo è quanto ho visto fare su di me.

Come mio solito, ho cercato di comprendere meglio l’argomento ma, soprattutto, di trovare una soluzione. Ecco quanto ho scoperto.

Che differenza c’è tra allergia e intolleranza?

Per prima cosa, ho pensato fosse giusto capire la differenza tra allergia e intolleranza.
Per le definizioni faccio riferimento a quanto scritto da Michela Trevisan nel libro “Liberi da allergie e intolleranze”.

Si parla di allergia quando l’organismo reagisce in modo esagerato ad una sostanza estranea. Le manifestazioni allergiche mettono in moto i meccanismi immunitari legati alla produzione di immunoglobuline della classe E (IgE), capaci di tenere memoria della sostanza. Ogni incontro con la sostanza estranea ritenuta pericolosa porta ad aumentare il numero di IgE specifiche, e di conseguenza la manifestazione tende a peggiorare ogni volta che l’organismo viene a contatto con l’allergene.

Nell’intolleranza (ad esclusione di quelle al lattosio e al glutine) i meccanismi non sono ancora così ben chiariti. Sicuramente una prima differenza sta nel fatto che le reazioni sono dosedipendenti (maggiore è la quantità, maggiore e più duraturo sarà il sintomo), ed entrano in gioco, con buona probabilità, anche alcune classi di immunoglobuline tra cui le IgA e le IgG, diverse quindi dalle IgE.

Come spiega Manuel Lazaeta nel libro “La medicina naturale alla portata di tutti”, il sintomo però non è da considerare un aspetto negativo, tutt’altro: è il segnale che il nostro corpo sta reagendo, buttando fuori in qualche modo la sostanza che non è gradita.

Ad ogni modo queste reazioni sono fastidiose e a volte limitanti, tanto da mandarci a KO. Quindi come sbarazzarci di loro?

Le cause che scatenano un’intolleranza

Tra le varie fonti a cui mi sono ispirata, ho trovato 2 possibili cause:

  1. la causa di questi problemi a volte è congenita e può far parte di una situazione clinica molto più ampia e complessa. Questo non toglie però che le reazioni del nostro fisico possano essere riconducibili a “cattive abitudini” come:
    ♦ usare prodotti contenenti sostanze chimiche (alimenti, articoli per la cura del corpo e della casa, cosmesi, tintura per capelli, smalti per le unghie…);
    ♦ mangiare cibi raffinati e confezionati industrialmente;
    ♦ attuare pasti quantitativamente eccessivi e ricchi di grassi;
    ♦ fare una dieta povera di verdura cruda e frutta;
    ♦ non seguire le regole delle combinazioni alimentari;
    ♦ ingerire periodicamente prodotti di origine animale come latte, latticini non freschi e carne;
    ♦ vivere in ambienti igienicamente inadeguati;
    ♦ avere poca cura della propria igiene personale;
    ♦ assumere costantemente farmaci (salvavita a parte);
    ♦ ecc.
  2. un’altra ipotesi al vaglio degli studiosi è l’assunzione esagerata di una particolare sostanza (cibo, medicinale…): più viene utilizzata e più è possibile riscontrare un’intolleranza.

Come individuare un’intolleranza?

Le soluzioni proposte da Carla Cella nel libro “La radiestesia” sono diverse:

  • elimina per un certo periodo una sostanza o un alimento sospetto alla volta: se il sintomo scompare molto probabilmente hai trovato la causa; questo metodo è stato molto utile per me… soprattutto nel primo periodo in cui ho iniziato a curare la fibromialgia;
  • esegui un test citotossico (si studiano le reazioni dei globuli bianchi a contatto con la sostanza sospetta) o l’analisi del capello (si osservano le variazioni della creatina): entrambe i metodi però non sono ancora del tutto attendibili;
  • fai uso della radiestesia: grazie all’aiuto di un attrezzo come un biotensore o un pendolo si può verificare il rapporto di intolleranza con qualsiasi elemento.

Io ho provato un po’ di tutto e mi sono messa in gioco a trecentosessanta gradi. Nel tempo però c’è stata un’evoluzione del mio stato di salute e dei miei studi; quindi ti consiglio di leggere anche l’articolo “Contro le intolleranze e le allergia c’è una speranza?” e quelli successivi relativi all’argomento.

Anche tu hai intolleranze come me?

Di che tipo? Le hai risolte o sei ancora in preda agli eventi? Hai trovato medici d’aiuto alla tua situazione? Ogni realtà è a sé… scrivi qui sotto per raccontare la tua.


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