Ma come siamo finiti in questo “pasticcio”?

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Benvenuti nell’era del cibo raffinato. Travolti dal boom economico e dalle mode più stravaganti ci siamo lasciati conquistare dal fascino e dai sapori ammaestrati proposti in tivù. La praticità e il business hanno priorità assoluta e il buon senso, gli istinti e le esperienze dei nostri avi sono stati riposti in un cassetto. Ma come siamo finiti in questo “pasticcio”?

Il problema è che col tempo abbiamo smesso di associare il cibo ai bisogni fisiologici del nostro corpo, consegnato il primo posto ai piaceri del palato dimenticando il vero motivo per cui ci nutriamo. Inoltre l’intrusione della chimica ha spazzato via il valore dell’elemento naturale vivo e la sua effettiva e primordiale relazione con l’essere umano.

Luigi Costacurta aveva compreso tutto ciò molto tempo fa e ha dedicato venticinque anni della sua esistenza a fare ricerche ed esperienze dirette sull’alimento e sullo stretto rapporto che questo ha con la fisiologia umana. Ha messo tutto poi nel libro La nuova dietetica di cui vi ho detto.
La mia dieta segue, a grandi linee, tale disciplina. Ci sono regole ben precise da seguire, nuovi metodi gastronomici da applicare e abitudini alimentari da osservare. Conclusioni: stare in salute richiede rinunce. Ma nulla di così insormontabile che non si possa affrontare…  se ce l’ho fatta io, ci può riuscire chiunque. Quindi, non mi resta che condividere con voi le esperienze acquisite in questo viaggio nella trofogastronomia, ovvero nell’arte culinaria che nutre (e non solo!).

Di tanto in tanto troverete così sul blog una ricetta creata ad hoc per mantenersi sani (o quanto meno per non danneggiarsi) ma senza rinunciare al gusto. Un duello all’ultimo mestolo tra la cucina trofogastronomica e quella tradizionale. Un mezzogiorno di fuoco tra cibo vitale e cibo spazzatura. A dir la verità, non ho alcuna esperienza nel settore se non quella della azdora che prepara i pasti alla famiglia. Di certo mi avrebbe fatto comodo, in questo periodo, essere una super-chef: entrare a casa dal lavoro, indossare la casacca doppio petto total black e preparare al volo un super-piatto da far scordare dove sei. E invece ho un grembiule con su scritto “Non è bruciato, è solo ben cotto!”, la rapidità di un bradipo e, finiti i preparativi, una cucina invasa da uno tsunami. Così, in questa avventura, mi sono fatta aiutare da una che conosce bene i trucchi del mestiere, ovvero l’amica e cuoca Gabriella. Senza di lei non ce l’avrei mai fatta. I suoi consigli, la sua esperienza e la sua generosità sono stati indispensabili per creare i giusti equilibri di sapore! Ovviamente… a voi l’ardua sentenza.

Allora pronti a iniziare l’avventura?

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2 Commenti

  • Rispondi
    daya sovrana
    13 giugno 2015 at 9:44

    brava, cara, sto iniziandoa mettere in pratica, la maggior parte lo faccio già, mi servono ricette veloci, perchè ho poco tempo……….sei una grande!!!!!!!!!!!!! daya l’erborista di montemerano

    • Elena Castellari
      Rispondi
      elena
      29 giugno 2015 at 10:43

      Cara Daya, che piacere sentirti. Sono felice che tu stia mettendo in pratica i miei consigli. Io invece sto usando regolarmente le tue creme… le trovo molto valide! Complimenti anche per il sito .
      Ti abbraccio. Elena

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