Che rapporto hai col cibo? Forse serve un po’ di rieducazione alimentare

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Il mio rapporto col cibo è legato alla famiglia, come quello di tutti, credo. Chi non ha un pensiero dell’infanzia sul cibo? A decine, immagino. Personalmente ricordo le colazioni caffellatte e pane secco del giorno prima insieme a mamma, le sgridate di babbo per la scarpetta fatta col dito, le palline con la mollica del pane lanciate (per gioco) alla sorellona a fine pasto… Davvero troppi ricordi!

A dirla tutta però, quando ero piccola mi era stato insegnato più il gesto dell’ingerire piuttosto che l’importanza del contenuto. Così sono cresciuta con due certezze:

  1. esisteva un tipo solo di pesce al mondo: il bastoncino del Capitano.
  2. il cibo senza maionese faceva “schifo”!

Che stupore scoprire poi con l’avanzare dell’età che i pesci non hanno la forma di un parallelepipedo con l’impanatura tutta intorno e che ogni alimento ha un suo sapore e un suo scopo nutrizionale!

Purtroppo però questa consapevolezza arriva sempre troppo tardi, quando la tua salute è già stata condizionata. E riacquisire nuove abitudini è difficilissimo. Questa modalità ti è entrata nella mente e nel cuore e sradicarla ora è davvero complicato. Come fare allora?

Rieducazione alimentare

Comprendere a fondo il perché di un concetto, molto spesso aiuta a farlo nostro. Quindi una delle soluzioni al problema è fare una sana rieducazione alimentare. Bisogna tornare sui banchi di scuola e conoscere gli alimenti non in base agli interessi economici e di mercato, ma per le loro caratteristiche biofisiologiche.

In questo Luigi Costacurta per me è stato un vero maestro. Nel libro “La nuova dietetica” mi ha insegnato a vedere l’alimento come un qualcosa che nutre, con un suo specifico obiettivo, e ad aver rispetto della natura e del mio intestino.

Se vuoi migliorare la tua salute è importante rieducarsi, rompere col passato e creare nuove abitudini non solo da un punto di vista familiare, ma anche sociale.

Ti sei mai soffermato a pensare a quanto la nostra vita sociale sia condizionata dal cibo?

Le colazioni coi colleghi prima del lavoro, le feste di compleanno, le cene a lume di candela col fidanzato, i tradizionali banchetti di Natale, Pasqua, ultimo dell’anno…
Ammettiamolo, le foto ricordo più belle e spontanee con gli amici e i parenti sono quelle scattate attorno a una tavola imbandita!

Per chi ha problemi di salute come me ed è costretto a seguire una dieta “trofo”, è un vero e proprio complotto, perché non esistono ristoranti, pizzerie e tanto meno pub in grado di soddisfare degnamente le nostre esigenze (insalatone e grigliate di verdura a parte!).

Quindi, se hai deciso di intraprendere questo percorso, è giusto sapere che il primo periodo richiederà una piccola dose di adattamento per te, i tuoi famigliari e soprattutto i tuoi amici (questo almeno per i primi mesi di cura)!

Il succo della questione è che se nel nostro piccolo riusciremo a conoscere e conseguentemente proporre nelle nostre case ricette appetitose ma preparate con i principi trofogastronomici, potremo goderne dei benefici tutti quanti insieme. E magari anche il mondo della ristorazione piano piano si adeguerà, come sta facendo per esempio per i celiaci.

In uno dei miei primi articoli scrissi di quanto sia stato importante nel mio percorso il momento dell’accettazione. Ma fino a che punto si deve accettare? Accettare incondizionatamente tutto ciò che accade ci è d’aiuto o ci rende passivi? Accettare significa anche lasciare le cose come stanno e questo, a volte, fa molto comodo.

Ci sono cose che sei costretto ad accettare ma altre per cui vale la pena lottare… ora è tempo di lottare. Unisciti a me! 🙂

Aspetto la tua opinione

Sei d’accordo con quanto ho scritto? È arrivato anche per te il momento di fare un po’ di rieducazione alimentare e di sostituire le vecchie abitudini con le nuove? Lascia qui sotto le tue opinioni e, se ti va, la tua esperienza. Sarò felice di ascoltarti.

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2 Commenti

  • Rispondi
    paola
    31 maggio 2017 at 21:43

    Bell’articolo Elena, complimenti!

    • Elena Castellari
      Rispondi
      Elena Castellari
      1 giugno 2017 at 18:10

      Grazie mille Paola! 😉

    Cosa ne pensi? Lascia un commento!

    AVVERTENZA

    L'autrice non può essere ritenuta responsabile per l'eventuale uso improprio ed errata comprensione delle informazioni fornite in questo blog, o per qualsiasi danno o lesione alla salute, alle finanze o di altro genere, subiti da qualsiasi individuo o gruppo che ritenga di aver agito in base alle informazioni contenute in questo blog. Tutti i suggerimenti e le opinioni inseriti da me in questo sito hanno finalità divulgative e non intendono sostituire il parere del medico igienista. Sconsiglio pertanto il fai da te e la sospensione autonoma di eventuali cure mediche e/o farmacologiche. Inoltre, prima di provare terapie e prodotti naturali o cibi particolari, occorre accertarsi che questi non interferiscano con altri rimedi (medicinali e non) già in uso e che siano compatibili con eventuali intolleranze o allergie. Se il lettore nutre dubbi sul proprio stato di salute è bene che si rivolga al medico in grado di avere tutte le conoscenze e competenze necessarie allo scopo. NOTA. A tutti coloro che si avvicinano alle pratiche naturali, segnalo che gli igienisti (fra cui il dott. Ettore Hyeraci) promuovono l’autogestione della propria salute; si precisa comunque che tale condizione necessita di una preparazione adeguata conseguibile con specifiche letture e partecipazione a seminari o incontri specifici.

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