Cereali: dannosi o salutari?

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Avena, frumento, mais, riso… i cereali quanto possono condizionare la nostra salute? Negli ultimi tempi sul web non faccio che leggere articoli discordanti. Alcuni li considerano la causa principale di svariate malattie e consigliano di eliminarli dalla propria dieta, altri li indicano come un ingrediente base dell’alimentazione. Quindi? A chi dare ragione? Chi ha la verità in tasca?

Come sempre, la trofologia mi è venuta in soccorso. La riposta è: dipende. Non ci sono regole certe e non si può nemmeno generalizzare. Ogni individuo è a sé; pensiamo ai celiaci che certe granaglie non le possono nemmeno annusare! Ma non basta.  

Nonostante i cereali risultino, per loro natura, fra gli alimenti più indicati a soddisfare le nostre necessità alimentari, ciò che influenza il benessere che ci viene dal loro consumo può dipendere da più fattori. Ecco quali.

1. Produzione e conservazione

Oggi la maggior parte dei cereali (ma vale anche per altri cibi) viene prodotta e conservata con tecniche e mezzi antinaturali, capaci di inquinare tutti i prodotti della terra. Sostanze tossiche come diserbanti, disinfettanti, insetticidi, antiparassitari… vengono assorbite dal cibo rendendolo veleno e il danno è fatto.

Ok, qualcuno potrebbe considerarmi “esagerata”. Se l’obiettivo però è ottenere salute, questo aspetto non va sottovalutato. Il “malato” non può permettersi di fare spallucce: bisogna prendere coscienza e aggiustare il tiro.

Come risolvere allora la questione? Comprare l’alimento proveniente da colture biologiche e biodinamiche è già una buona soluzione. Fate una ricerca per capire quali marche in vendita nel negozio di fiducia trattano seriamente tali metodi: internet in questo vi può aiutare. Ad ogni modo leggere le etichette con attenzione è sempre un’ottima cosa. Se proprio però volete andare sul sicuro, vi consiglio di frequentare un supermercato del biologico… qui dubbi non ne dovreste avere, anche se non si è sempre esenti dal trovare ingredienti poco salutari.

Altra opzione da non scartare è il fai da te. Avete un giardino o un piccolo pezzo di terra? Siete amanti del verde e avete del tempo libero a vostra disposizione? L’arte contadina vi aspetta!

Nel caso però tutto ciò fosse impossibile, potete sempre tentare una coltivazione a vaso comodamente a casa.

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2. Raffinatura e integrità

Nutrirsi di cereali biologici è un inizio, ma non è tutto. Altro aspetto da valutare è la raffinatura. Capiamo meglio di cosa si tratta.

Nell’industria alimentare, il cereale raffinato è un chicco privo di germe e di crusca, ridotto poi in polvere con macchinari. Si ottiene così una farina composta in maggioranza dall’endosperma (l’interno del chicco) ovvero da amido e quindi con un alto indice glicemico. Inoltre con l’eliminazione del germe e della crusca si rimuove la parte più nutriente del chicco, quella cioè che contiene sali minerali e vitamine utili al nostro organismo. Perché toglierli per poi dover compensare l’alimentazione con integratori?

Farine di questo tipo vengono poi utilizzate per produrre il 99% dei prodotti come pane, pasta, dolci… che solitamente troviamo in commercio e di cui spesso ci nutriamo. E come credete che reagisca il nostro intestino ingerendo questa “sostanza”? Non servono certo esperti o studi scientifici per capire che la risposta non è positiva.

La soluzione? Passare all’integrale, o meglio all’integro, cioè al chicco colto dai campi di natura biologica e, se necessario, macinato, possibilmente a pietra. Nei “negozi bio” si trova facilmente.

La parola integrale infatti negli ultimi tempi viene usata spesso in modo improprio, quindi… occhi aperti! Certe farine di scarsa qualità, non sono altro che farine raffinate a cui è stata aggiunta la crusca; alcuni prodotti poi vengono dichiarati integrali nonostante di integrale ci sia solo il 5%!

La cosa più giusta e sana da fare sarebbe comprare i chicchi biologici e integrali nei negozi specializzati e farne l’uso desiderato.

Per approfondire il discorso sulle farine consiglio di leggere l’articolo ”La forza della farina” di Dario Bressanini.

3. Consumo

Questo punto sarà per molti una vera rivelazione. Come spiegato nel libro “La nuova dietetica, il vero potenziale nutrizionale si ottiene solo con il cereale consumato allo stato integrale sotto forma di fiocchi, cioè crudo.

La nuova dietetica. Equilibrio termico del corpo, combinazioni alimentari, trofoterapia, trofologia, prandiologia, trofogastronomia

Luigi Costacurta - Edizioni di Medicina Naturale - Edition no. 13 (01/01/2011) - Copertina flessibile: 632 pages

29,50 EUR

In trofogastronomia i fiocchi si possono utilizzare macerandoli nell’acqua o in un caffè d’orzo, come indicato nell’articolo “5 merende che fanno bene alla salute”, oppure per realizzare zuppe come questa.

Un altro ottimo tonico equilibratore è il grano germinato. In trofoterapia il consiglio è di consumarne 2-3 cucchiaini da caffè al giorno per 25 giorni; si può ripetere ogni 2 o 3 mesi. Se siete fortunati li potete trovare in negozio nel reparto frutta e verdura, io però preferisco prepararmeli in casa, come prescrive “La nuova dietetica”.

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Ovviamente questo non è l’unico sistema; su internet trovate un sacco di suggerimenti, oppure su “Germogli”, un piccolo ed economico libriccino ricco di informazioni, che ho comprato qualche tempo fa!

Sempre allo stato crudo si può usare anche la farina… integrale. Il consiglio però è di farla da voi macinando il chicco integrale. Per esempio, L. Costacurta consiglia di consumare quotidianamente, soprattutto se in cura, 10 g di farina di riso integrale in aggiunta alle insalate di verdure e ortaggi, oppure diluita in un po’ più di mezzo bicchiere d’acqua e presa a sorsi con il pasto. Il riso è un tonico riequilibratore di tutte le funzioni biofisiologiche dell’organismo (però non consigliato a chi è stato operato agli organi epatobiliari).

Il cereale naturalmente si può mangiare anche cotto, ma con qualche accorgimento. Questo però sarà argomento di un prossimo post.

N.B.  L’esperto suggerisce di non mangiare cereali di sera, a meno che dopo non facciate due ore di attività fisica!

4. Abbinamenti con altri alimenti

Ho già parlato dell’importanza delle compatibilità alimentari. Il vostro corpo, se debilitato o malato, non potrà certo stare bene se ad un sano centrifugato poi facciamo seguire un piatto di spaghetti alla carbonara e una fetta di torta sacher! Se volete migliorare o mantenere il vostro stato di salute bisogna rispettare alcuni principi e magari condividerli con la famiglia.

5. Quantità

Questo, a dire il vero, vale per tutti gli alimenti. Durante un pasto, esagerare con le quantità non è mai consigliabile. Grandi quantitativi di cibo nel nostro intestino non possono certo aiutare il processo digestivo. In altre parole bisognerebbe alzarsi da tavola con ancora un leggero senso di fame. Più facile a dirsi che a farsi, vero? Ma non impossibile! 🙂

In sintesi

Ricapitolando: allergie o intolleranze a parte, i cereali, per fare bene alla nostra salute, vanno assunti preferibilmente se sono:

  • provenienti da colture biologiche e biodinamiche
  • integrali
  • crudi in fiocchi, in farina o in germogli
  • in quantità limitata (tra i 50 e i 120 g)
  • a pranzo (eccezioni a parte) e abbinati secondo la “tabella delle compatibilità digestive”

Queste sono le indicazioni trofoterapiche che io ho messo in pratica negli ultimi tempi e che, unite ad altri semplici accorgimenti, hanno contribuito a ridarmi la salute.

E voi? Come li mangiate di solito i cereali? Sono dannosi o benèfici per la vostra salute? Aspetto le vostre esperienze qui sotto nei commenti.

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4 Commenti

  • Rispondi
    Pasqualina
    16 marzo 2016 at 2:34

    Interessante. .Utilissimo . Condivido… Negli anni ho risentito di un certo gonfiore corporeo generale e mi dicevano fosse intolleranza a glutine..esami in merito non ne ho mai fatti. sta di fatto che esiste una certa veridicità o comunque mi si aiutasse a capire come mai se mangio un piatto di pasta( una normale minestra o con verdure e legumi ) dopo mi sento gonfia o addirittura mi addormento…senza rendertene conto. Penso di dover approfondire un certo tipo di discorso. .. Grazie. Saluti

    • Elena Castellari
      Rispondi
      Elena Castellari
      18 marzo 2016 at 12:19

      Ciao Pasqualina e grazie per il tuo intervento! 🙂
      Hai ragione… anch’io quando mangiavo pasta mi gonfiavo e mi veniva sonno esattamente come a te. Non solo: nel giro di pochi minuti iniziavo ad avere forti dolori alle braccia, alle spalle e al collo tanto da faticare a muovermi!
      In base agli studi (guidati da esperti del settore) sulla “terapia dietetica”, non è una questione di allergie al glutine, ma una difficoltà dell’intero processo digestivo dovuta a una predisposizione genetica (passata di generazione in generazione). I nostri nonni e genitori – non curanti delle compatibilità digestive, nutrendosi di alimenti sofisticati (ad alto indice glicemico e pieni di sostanze chimiche) e imbottendosi di medicinali per ogni cosa – hanno condizionato il loro stato di salute e quindi anche il nostro. Noi partiamo così svantaggiati e, a quanto ho capito, l’unico modo per risolvere la questione è mantenere l’equilibrio termico del nostro corpo (che deve essere sempre di 37°) cercando i giusti alimenti e le giuste combinazioni fra i cibi, ed evitando tutta la chimica (farmaci compresi).
      Spero di essere riuscita a chiarirti almeno un po’ la questione. Ti abbraccio forte. Ciao

  • Rispondi
    Renata
    18 marzo 2016 at 20:17

    Ciao Elena, io ho cambiato alimentazione per seguire una dieta , sono dimagrita e devo dire che ormai mi sono abituata a mangiare sano,biologico e senza glutine anche se non sono celiaca e quelle poche volte che mangio diversamente ne risento fisicamente mi gonfio e ho una ritenzione idrica pazzesca .Quindi condivido il tuo post pienamente …..e non parliamo dei dolori muscolari ,grazie ciao e un abbraccio

    • Elena Castellari
      Rispondi
      Elena Castellari
      18 marzo 2016 at 20:39

      Ciao Renata! Ovviamente ti capisco molto bene… a quanto pare è il nocciolo della questione e ce ne dobbiamo fare una ragione. Non so tu, ma ora, quando mi capita di sgarrare, lo faccio con maggior serenità… almeno so perché sto male, e so anche che, se “faccio la brava” passerà in fretta! 🙂 Grazie per la tua testimonianza qui sul blog. Ti abbraccio

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